Inizio pagina
Mostre

Protocollo 702

18/05/2017
31/05/2017
Artboard 1

Nella notte del 19 settembre 2011 15 opere venivano trafugate dai depositi del Museo Nivola. Un blackout misterioso che mette fuori uso le telecamere, un protocollo infranto, quindici sculture sottratte non solo alle collezioni del museo, ma anche a ogni possible fruizione collettiva. Creazioni differenti per forma, tecnica e materiali, realizzate fra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta, oggi disperse, forse distrutte.

Il Museo Nivola in occasione della Giornata Internazionale dei Musei e in linea con il tema scelto per l’edizione 2017 – “Musei e storie controverse. Raccontare l’indicibile nei Musei” presenta al pubblico delle opere assenti attraverso la burocratica e laconica presentazione dei documenti generati da quell’evento: la denuncia all’autorità, l’inventario delle opere rubate, l’archiviazione documentale, inevitabile anche in presenza di un caso irrisolto.

Al di là del semplice episodio di cronaca o della constatazione di un danno economico, i fatti del 2011 rappresentano per il museo un momento di crisi e richiedono una riflessione, portano l’istituzione ad interrogarsi su se stessa, mettendo in dubbio il proprio operato, il proprio ruolo e il legame con la propria comunità di riferimento.

Un furto al museo è indicibile all’indomani del suo farsi, perché troppo clamore potrebbe gettare nel panico i ladri, mettendo in pericolo le opere sottratte.

È una ferita aperta che mette l’istituzione davanti alle proprie responsabilità: è stato fatto tutto il possible per rispettare la prima e fondamentale funzione del museo, quella di tutelare le opere che vi sono custodite?

È un evento che mette in crisi i rapporti fra colleghi e dipendenti: solleva sospetti, esacerba i contrasti, scatena la ricerca di un capro espiatorio.

È lo scandalo che porta il museo a ripensare il rapporto con la propria comunità: da dove sono arrivati i ladri? Da quanto lontano? Chi sa e chi non dice? Dove ha fallito il museo nel costruire un legame forte con chi vive nello stesso territorio, nel comunicare che ciò che è sotto la custodia del museo è in realtà un bene comune?

La storia che questo progetto racconta non è quella carica di tensione immaginativa e di valore utopico dell’arte, ma una storia difficile e problematica legata alla realtà – sociale, economica, culturale – che circonda il museo e che il museo non può permettersi di ignorare.

La mostra si chiude con un segno di speranza, un’opera ritrovata: un acquerello realizzato da Nivola nel 1958, sottratto in data imprecisata, di recente restituito alla Questura di Nuoro e da questa affidato al Museo affinché possa essere custodito ed esposto al pubblico.  È una rappresentazione umoristica della vita comunitaria in un villaggio sardo così come la vedeva Nivola, smaliziato e al tempo stesso nostalgico, alla fine degli anni Cinquanta: la piazza, la chiesa accanto all’osteria, le chiacchiere degli uomini raccolti in capannelli, le donne ad osservare la scena,  vedette o giudici.

La mostra sarà visitabile dal 18 al 31 maggio.


Info Museo

ORARI

10 – 13 / 15,30 – 19

Chiusura settimanale: mercoledì


BIGLIETTI

Adulti

€ 5,00


Studenti con documento valido di riconoscimento; Soci CTS; possessori di un biglietto vidimato nello stesso anno solare del Museo delle Maschere di Mamoiada o dell’Acquario di Cala Gonone

€ 3,00


Bambini e ragazzi sino ai 18 anni; visitatori con disabilità e un loro accompagnatore /accompagnatrice;  guide turistiche iscritte al Registro Regionale; Soci della Peggy Guggenheim Collection; cittadini di Orani

gratuito


Membership

L’ingresso è gratuito per tutti i soci del Museo Nivola. Diventa socio oggi stesso!


VISITE GUIDATE

Visite guidate: 1 € oltre il costo del biglietto


Condividi su


In evidenza

AIUTACI A CRESCERE

Aiuta il Museo con un contributo libero o sostieni uno dei nostri progetti.
Fai una donazione

sostienici