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Il Museo PDF

Orari di apertura al pubblico:

Orario estivo: dal 1 giugno al 30 settembre: 9/13- 16/21
Orario invernale: dal 1 ottobre al 31 maggio: 9/13 - 16/20

Chiusura settimanale lunedì mattina

Tariffa Intera: € 2,50.  Tariffa Ridotta: € 1,50 (Gruppi, scuole, oranesi, ragazzi 7-14 anni). Gratis: diversamente abili, ultra 65, bambini. Visite guidate su prenotazione.

Indirizzo: Via Gonare n°2, 08026 Orani (Nu) Telefono: +39 0784 730063 - Fax 0784 730062 E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

AVVISO:

La Fondazione Costantino Nivola informa che momentaneamente, a causa dei lavori legati all'ampliamento dei nuovi spazi museali, il padiglione dell'ex lavatoio è chiuso al pubblico. E' visitabile il cortile adiacente la biglietteria, il padiglione dei sand casting e il Parco Nivola. Ci scusiamo per il disagio. Aggiornamenti sull'inaugurazione dei nuovi spazi espositivi verranno pubblicati su questa sezione. Il prezzo del biglietto viene ridotto a € 1,00. Permane la gratuità  per le categorie indicate precedentemente.

Inaugurato nel 1995, il Museo Nivola è situato a sud-est di Orani, sul declivio della collina denominata Su Cantaru (La Fontana). Il sito offre suggestive vedute sul paese e sul paesaggio circostante. Il complesso museale si articola attualmente in cinque  ambienti: gli spazi esterni, l’antico lavatoio adeguato a spazio espositivo, gli uffici di servizio,  un padiglione di nuova costruzione, inaugurato nel 2004, situato nell’area sottostante che dà accesso anche al Parco Nivola, inaugurato nel settembre 2009.

Il progetto di ristrutturazione del lavatoio e di costruzione degli annessi del Museo è degli architetti Peter Chermayeff e Umberto Floris, il progetto del Padiglione si deve allo stesso Chermayeff e all’architetto Sebastiano Gaias. Il progetto del Parco è invece dell'Arch. Sebastiano Gaias.  Il Museo e le opere esposte sono di proprietà della Fondazione omonima, istituita nel 1990 al fine di promuovere lo studio sistematico e la valorizzazione dell’opera dell’artista oranese. Il percorso espositivo si sviluppa a partire dal cortile d’ingresso, caratterizzato da un’antica fontana che rimanda all’origine della struttura: il lavatoio comunale, risalente ai primi decenni del Novecento. Dal vascone si diparte una canaletta d’acqua che attraversa il cortile, per riversare il liquido vitale nella parte sterrata, riunendo insieme le materie prime amate da Nivola fin dall’infanzia, divenute successivamente fonti permanenti della sua ispirazione : la terra, la pietra, la calce, il cemento, la natura stessa. All’ingresso, quasi numi tutelari, sono le sculture monumentali maschili e femminili in marmo, bronzo e travertino. Le opere sono espressione dei temi cari all’artista e della sua poetica, saldamente legata alle origini mediterranee, ma capace di esprimersi con un linguaggio universale: sono le divinità ancestrali, gli eterni simboli del maschile e del femminile, le fonti e il sentimento della vita. La Magna Mater (Grande Madre) si apre come una creatura celeste, con la sua straordinaria semplicità, riportandoci al mondo rassicurante dell’infanzia. Su Muru pringiu (Il Muro gravido) col grembo prominente, nell’attesa del figlio meraviglioso, materializza la speranza di un futuro migliore. Le figure maschili sembrano, invece, derivare dalle rocce: semplici, potenti e compatte, sono attrezzate per il lavoro e per la lotta, come antichi guerrieri. Dal cortile si accede alla struttura dell’ex lavatoio che mostra al suo interno, in un ambiente di raffinata semplicità, un’antologia significativa della produzione di Nivola, dalla fine degli anni ’50 (Ritratto della madre e del fratello, 1957) al 1988, anno della sua scomparsa. In questi anni l’artista vive una nuova consapevolezza, come se avesse scoperto col trasferimento negli Stati Uniti il significato più profondo dell’essere sardo e volesse offrire i valori della sua terra e della sua cultura all’umanità intera. La sua opera diventa una rilettura dell’infanzia, la nostalgia del Mediterraneo individua nei valori ancestrali il senso di un possibile approdo per il futuro. Tra le opere più tarde, i Mestieri, compatte figure maschili in bronzo che stemperano nella giocosa aggiunta di oggetti-simbolo, la durezza del ricordo di un mondo arcaico segnato dal lavoro e dalla fatica; e le figure mitiche maschili e femminili realizzate in cemento, marmo e bronzo, simili a quelle collocate nel cortile e negli spazi esterni del Palazzo del Consiglio Regionale di Cagliari. L’esposizione documenta anche altre direzioni della ricerca dell’artista attraverso il Modello per il monumento alla Brigata Sassari (mai realizzato), del 1963, e la vasta produzione in argilla. Delle sculture in terracotta realizzate a partire dai primi anni ’60, il Museo espone alcuni esempi di Letti e Spiagge. L’argilla è considerato il materiale più congeniale a Nivola. La sua mano è veloce e fluida, l’atto del plasmare lo riporta al mondo dell’infanzia, al gesto femminile fondativo del fare il pane, atto nutrizionale legato alla vita. Anche il letto è la metafora del processo esistenziale, dalla nascita alla morte, attraverso l’amore, la più segreta delle esperienze umane, che l’artista rappresenta nella penombra, con riservatezza, ma di cui, nei ritmi delle superfici, nelle impronte lasciate dai corpi, nell’ammasso convesso delle lenzuola, non nasconde l’irresistibile vitalità. Le infinite potenzialità del plasmare sono colte pienamente dall’intuitiva intelligenza dell’artista: i lettini su cui si adagiano le figure non sono uno sfondo passivo, ma un elemento attivo della narrazione. Le Spiagge, del 1972, amplificano gli spazi rispetto ai Letti generando diverse prospettive su paesaggio infiniti o su figure ammassate in un’orgia pulsante di vita. Le terrecotte si caratterizzano, inoltre, per un particolare effetto, ottenuto col frapporre fra la mano e la creta una sottile tela. Il Padiglione espone una serie di opere realizzate con la tecnica del sand-casting (colata di gesso o cemento su stampo di sabbia), che portò l’artista all’apice del successo in America. Con questa tecnica personalissima, che tanto aveva interessato Le Corbusier, Nivola realizzò alcune delle ormai celebri pareti: dallo showroom Olivetti di New York (il Bozzetto murale è esposto in questo padiglione), alla facciata del Bridgeport Post Newspaper di Bridgeport, al Mutual Hartford Insurance Company di Hartford. Il Museo si arricchirà a breve di un importante ampliamento di circa 600 mq2, dotato di nuovi spazi dedicati all’esposizione permanente destinati a ricomporre, anche con l’ausilio di strumenti multimediali, l’intero percorso artistico di Nivola. Gli ambienti consentiranno, inoltre, l’allestimento di mostre temporanee e la realizzazione di laboratori didattici. Saranno anche presenti una biblioteca specialistica, un archivio, un auditorium, un book-shop e una caffetteria. Il progetto è di Gianfranco Crisci.

 

 

 
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