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Peter Fend. AFRICA-ARCTIC FLYWAY

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Museo Nivola, Orani (Nu), 25 ottobre 2019 – 26 gennaio 2020

A cura di Elisa R. Linn e Lennart Wolff

Peter Fend (*1950) è un americano che, nel 1980, su consiglio di un avvocato, ha fondato la Ocean Earth Construction and Development Corporation (“OCEAN EARTH”), come successore legale di un’impresa d’artista, iniziata nel 1979 e destinata a fornire idee e pratiche artistiche per i clienti del mondo reale. L’impresa comprendeva Richard Prince, Peter Nadin, Robin Winters e Jenny Holzer, Coleen Fitzgibbon e Fend, questi ultimi tre hanno in seguito acquistato dei pacchetti azionari.

Ocean Earth si basa su concetti strutturali e di visualizzazione dei dati negoziati con Dennis Oppenheim, Paul Sharits, Gordon Matta-Clark, e Carolee Schneemann, oltre che richieste di iniziative del mondo reale di Joseph Beuys (1980) e il programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (1982, 1989, 2008). L’azienda ha lavorato con scienziati dell’Università statunitense Caltech, con oceanografi di Plymouth, due centri oceanografici di San Pietroburgo, e l’architetto navale Marc Lombard. Nel 1981 gli azionisti Sharits, Fend e Fitzgibbon decisero di costruire un percorso conoscitivo dei siti attraverso la simulazione visiva di dati satellitari multispettrali. Ciò ha portato rapidamente a un autorevole monitoraggio per i media mondiali delle Falkland, Beirut, Libia, la guerra Iran-Iraq, il Nicaragua, il bacino amazzonico e Chernobyl, con conseguenze storiche. Dopo sei anni, i governi occidentali hanno interrotto questi lavori. Da allora, con le conoscenze acquisite dalla società, Fend ha presentato progetti multidisciplinari a Documenta, alle biennali di Pechino, Yinchuan, Osaka, Venezia, Liverpool e Sharjah, progetti volti a trovare delle soluzioni pratiche alle crisi economiche ed ecologiche. La risposta diretta ai funzionari governativi è in corso in Algeria, Ucraina, Norvegia, Italia, NZ. Dal 1988, varie gallerie hanno esposto i progetti di Fend, in particolare American Fine Arts, Esther Schipper, Essex Street, Christian Nagel, Barbara Weiss, Georg Kargl, Pinksummer, Le Case d’Arte. Importanti conferenze si sono tenute presso le principali scuole di architettura e d’arte, in presenza di comitati di esperti militari, l’Ufficio di valutazione tecnologica del Congresso degli Stati Uniti (con conseguente relazione ufficiale), l’Associazione dei corrispondenti delle Nazioni Unite (due volte; sponsorizzato dalla stampa statunitense, russa e turca), festival di architettura e conferenze scientifiche internazionali. L’elenco delle opere confiscate o falsificate è probabilmente più lungo di quelli esistenti; diverse autorità ritengono che l’arte nel mondo reale, in termini reali, potrebbe minacciare le loro professioni, o  – alcuni dicono –  lo Stato.

Ocean Earth ha inaugurato la sua attività in tutto il mondo con la mostra del 1982 presso “The Kitchen”, NY chiamato “Art of the State.”.

Elisa R. Linn è curatrice e scrittrice con base a Berlino e New York, specializzata al Whitney Independent Study Curatorial Program. Numerose le sue pubblicazioni per riviste tra cui Texte zur Kunst, Artforum e Frieze. Insieme a Lennart Wolff ha co-fondato il progetto curatoriale Km Temporaer. Recenti e imminenti progetti includono spettacoli, proiezioni e mostre presso istituzioni e gallerie come Galerie Francesca Pia (Zurigo, CH, 2019); National Gallery Prague (Praga, CZ, 2018); Royal Academy of Arts (Londra, GB, 2018)Bronx Museum (New York, USA, 2018); South London Gallery (Londra, Regno Unito, 2018); e il German Center for Architecture (Berlino, DE, 2018).

Lennart Wolff è un architetto e curatore con base a Berlino. Si è laureato presso l’Architectural Association School of Architecture di Londra. Nel 2018 ha co-fondato l’AA Visiting School di Zurigo. Ha scritto per riviste come Frieze, Kaleidoscope e Cura.

AFRICA-ARCTIC FLYWAY

A cura di Elisa R. Linn e Lennart Wolff

Per conto di una compagnia di artisti visivi legalmente costituita, fondata nel 1980 e denominata “Ocean Earth”, Peter Fend, cittadino americano nato nel 1950, presenta soluzioni per l’attuale crisi climatica e idrica in Sardegna, da estendersi lungo le rotte migratorie di uccelli e insetti tra l’Africa sub-sahariana e l’Artico.

Tutti i lavori in mostra sono proprietà intellettuale della compagnia Ocean Earth Development Corporation, o della sua sussidiaria TVGOV, parzialmente controllata dell’America Latina. Le soluzioni mostrate non possono essere in alcun modo messe in atto da Peter Fend. Non possono nemmeno essere messe in atto dalla compagnia Ocean Earth, più TVGOV. Possono essere messe in atto dal popolo della Sardegna. Questa mostra al Museo Nivola, a Orani, in Provincia di Nuoro, è rivolta al popolo della Sardegna – con l’intenzione di farla seguire da un’azione per il guadagno economico e il recupero ambientale dal popolo della Sardegna. C’è lavoro significativo e onorevole in abbondanza per tutti.

(1) Organizzare la Sardegna in bacini di acqua salata, o aree idrometriche, con la separazione all’interno di ogni bacino dotato di diga, che accumula sedimenti e rifiuti.

(2) Ogni bacino diventa un’unità per la gestione e tassazione delle risorse e secondo i principi del primo corpo del pensiero economico: la Fisiocrazia. La terra (& l’acqua) sono dichiarate il solo fondamento per l’economia, da preservare e migliorare. Da quando la Fisiocrazia è stata concepita, nella Francia del 18mo secolo, surrogati della terra sono diventati la base della nostra economia: combustibili minerali come il carbone, il petrolio, il gas—e l’uranio; e, in sostituzione dei normali fiumi, serbatoi con dighe. Questi surrogati hanno senza dubbio danneggiato l’ecologia del pianeta. Producono riscaldamento globale, inquinamento di aria e acqua, eutrofizzazione delle correnti, perdita di diversità animale e deserti. La Fisiocrazia può essere lanciata in Sardegna per rovesciare questi abusi della nostra terra e acqua. Sarebbe la prima volta nel mondo.

(3) In ogni bacino artificiale, in ogni baia di acqua salata a valle, rimuovere i sedimenti e i rifiuti accumulati in forma di piante acquatiche cresciute con l’energia solare, e convertirli in biogas o elettricità. Alimentare le correnti locali di approvvigionamento del metano con il biogas, e mandare l’elettricità nelle reti locali.

(4) Demolire le dighe, ripristinando il declivio originale con rapide di acqua viva, raccogliendo energia elettrica con matrici sospese di ruote Poncelet super leggere sospese attraverso forcelle di bicicletta sul modello di quella di Duchamp.

(5) Considerate le molte tecnologie per la produzione di energia per un’isola benedetta da tanto sole, vento, onde, correnti marine e suolo che ora si accumula nelle dighe o defluisce in mare aperto, noi diciamo: NON costruire un lungo gasdotto o un terminale GNL, specialmente non per gas importato. Inoltre, trovare modi di produrre energia dalla caduta dall’acqua non attraverso le turbine delle dighe, ma con ruote idrauliche non ostruttive. Fare affidamento sulle molte sorgenti di energia di facile raccolta, specialmente perché l’isola ha la più bassa densità di popolazione d’Italia.

(6) Applicare le stesse tecnologie nelle paludi verso le rotte migratorie aviarie. Individuare i laghi salati ad ovest del Golfo di Gabès, in Tunisia, del lago Chad, dei laghi artificiali vicino a Milano e nella Ruhr, e nei fiordi norvegesi. Tutte queste azioni, sebbene basate su ciò che normalmente appartiene al dominio dell’arte, sono un’estensione dell’arte nello spazio abitato, occupato nel tempo. Questo è ciò che si chiama Architettura. Leon Battista Alberti scrisse che l’architettura incontra i bisogni di ogni area abitata, in questo caso la Sardegna, per (1) aria pulita, (2) acque vive, (3) facilità di movimento e (4) difesa.

Ocean Earth ha fatto  ricerca e sviluppato piani per siti in tutto il mondo in tutti e quattro settori dell’Architettura. Praticamente nessun architetto oggi fa questo. Può la Sardegna, con la sua bassa densità di popolazione e forme urbane già costituite, in gran parte sulle alture, diventare un modello per i principi di Alberti? In questo caso, estendere le pratiche lungo le rotte migratorie aviarie, per assicurare la sopravvivenza di migranti che trasportano nutrienti dalle giungle africane alla tundra artica e viceversa, è una forma di difesa territoriale.


Info Museo

ORARI

Lunedì, Martedì, Giovedì, Venerdì, Sabato e Domenica : Orario continuato 10.30 – 19.30

Chiusura settimanale: mercoledì


BIGLIETTI

Adulti

Intero: € 5,00


Visitatori in possesso della Mappa dei luoghi della cultura ( validità fino al 31 ottobre 2019), studenti con documento valido di riconoscimento; Soci CTS; possessori di un biglietto vidimato nello stesso anno solare del Museo delle Maschere di Mamoiada o dell’Acquario di Cala Gonone; gruppi a partire da 10 persone

Ridotto: € 3,00


Bambini e ragazzi sino ai 18 anni; visitatori con disabilità e un loro accompagnatore /accompagnatrice;  guide turistiche iscritte al Registro Regionale; Soci della Peggy Guggenheim Collection; Soci ICOM; cittadini di Orani

gratuito


Membership

L’ingresso è gratuito per tutti i soci del Museo Nivola. Diventa socio oggi stesso!


VISITE GUIDATE

Mattina ore 11:30 – Pomeriggio ore 16:00;
Su prenotazione per i gruppi a partire da 10 persone.
Costo della visita: 2,00 € oltre il prezzo del biglietto


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